Rossella Di Bidino

La tua cucina in tre aggettivi.

Pratica, speziata, nostalgica. Pratica perché tento di fare il meglio con quello che ho in cucina. Speziata perché che vita sarebbe senza spezie? Un tocco di paprika, un cucchiaino di zatar, un accenno di chiodi di garofano sanno dare un nuovo volto al solito piatto. Nostalgica solamente perché ho un debole per la storia dei piatti e perché sono sempre alla ricerca della ricetta perduta.

 

 

L’ingrediente che non manca mai nella tua cucina.

La farina: non saprei vivere senza. Mi piace impastare. Senza di lei non potrei farlo. Non chiedetemi però quale farina. Ogni farina ha un suo fascino.

 

E quello che eviti sempre.

Questa è la domanda più difficile. Mangiando di tutto non c'è ingrediente che prima o poi non arrivi in cucina. Forse evito solo le ricette con troppo burro pur riconoscendogli un ruolo importante in cucina.

 

Il piatto che vorresti qualcuno cucinasse per te.

Il Mont Blanc. Non ho la pazienza per farlo da sola.

 

Il tuo guru in cucina.

Ho una guru. È Laurie Colwin, una scrittrice di romanzi e di cibo. Ogni volta che apro uno dei suoi libri di cucina finisce che corro in cucina a preparare qualcosa. Insegna non tanto la tecnica, quanto la gioia della cucina casalinga. Non rincorre la perfezione, ma il giusto equilibrio tra sapori, ironia e vita quotidiana.

 

La prima ricetta che hai creato con l’Emmentaler DOP.

Se la memoria non mi inganna, era un (non) banale hamburger con le amiche dell'università. Ci sentivamo grandi, invincibili. Decidemmo di cucinare qualcosa di diverso durante una pausa studio. La "creazione" partì proprio dalla confezione di Emmentaler DOP.

 

Emmentaler DOP: “liscio” o cucinato?

On the rock, no? Per me dadini di Emmentaler DOP "liscio". Va prima amato per ciò che è. Poi può essere cucinato.

 

Se dico Svizzera a cosa pensi?

Penso ai grandi e placidi laghi di Ginevra e di Zurigo. Ahimè devo scoprire ancora molto della Svizzera.